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Ciò che non si può dire - Mario Cagol

Ciò che non si può dire - Mario Cagol

L'evento è scaduto
Categoria: Cultura Località: Tenna
Data: Dal al
Pro Loco di Tenna e Tennattiva
presentano

Ciò che non si può dire
17 agosto 2019, ore 20.30 presso il Forte austroungarico di Tenna

Tratto da “Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis” di Pino Loperfido
regia di Mirko Corradini
musiche originali di Alessio Zeni
scenografia Gelsomina Bassetti
voce Massimo Mazzalai – Rai Trento
con Mario Cagol e Alessio Zeni
Produzione TeatroE




Sabato 17 agosto alle 20.30, presso il Forte austroungarico di Tenna andrà in scena, con ingresso gratuito, il monologo “Ciò che non si può dire” dell’attore Mario Cagol, per la regia di Mirko Corradini, le musiche originali e suonate live da Alessio Zeni e la produzione di TeatroE. Lo spettacolo è tratto dal libro “Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis” di Pino Loperfido, testo già messo in scena 17 anni fa da Andrea Castelli, che si arricchisce però di nuovi particolari e che viene interpretato differentemente nella nuova produzione. La narrazione  si colloca in una cornice scenografica unica che meglio risponde alla drammaticità del racconto, creando tra gli spettatori ed il protagonista una complice atmosfera di riflessione e curiosità sui fatti accaduti in quel tragico 3 febbraio 1998. 

Ciò che non si può dire è la riproposizione di un disastro che ancora oggi – a vent’anni di distanza – urla vendetta al cielo e ci conferma – se mai ce ne fosse ancora bisogno – quanto gli esseri umani siano spesso vuote pedine in mano al Potere più cieco e prepotente. Lo spettacolo si rifà alla strage del Cermis dove il 3 febbraio 1998, un aereo Prowler della base militare U.S.A. di Aviano (Friuli Venezia Giulia) trancia di netto i cavi della funivia del Cermis, una cabina precipita nel vuoto causando la morte di tutte le venti persone che vi erano a bordo. In questo monologo il racconto è affidato a un protagonista, il manovratore della cabina che saliva verso la stazione intermedia, che restò appeso nel vuoto per un tempo indefinito, prima che un elicottero riuscisse a portarlo a terra. Il protagonista del monologo, Francesco, è in una posizione “privilegiata”; spettatore unico, un inviato speciale sulla scena del disastro che improvvisa una telecronaca in diretta. Quest’uomo solo, nella cabina vuota, con la morte che gli passa talmente vicino diventa il paradigma della solitudine umana. Del fatto che le persone pensano talmente poco al loro destino e quando lo fanno è perché sentono di esserci arrivati di fronte, di averci sbattuto il naso sopra. A quel punto non c’è più tempo per fare né dire niente.
Ad interpretare Francesco sarà appunto Mario Cagol, che siamo abituati a vedere in vesti comiche. Questa scommessa di immergersi nel teatro civile è stato e continua ad essere per lui “l'opportunità di rendere omaggio, di continuare a ricordare, mantenere vivo questo terribile atto di ingiustizia, non dimenticare e se possibile raccontare ancora”. 
 



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Apt Valsugana Lagorai - Ufficio di Levico
Tel. 0461 727700
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