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Passo Cinque Croci - Cima Lasteati


La zona di Passo Cinque Croci e Col di San Giovanni, come buona parte della Bassa Valsugana vedono un iniziale abbandono da parte dell’Esercito Austroungarico, cui segue nel maggio del 1916 la cosiddetta “Strafexpedition” per riconquistare il territorio lasciato in mano agli italiani. 

L'attacco per riprendere passo Cinque Croci, ha inizio il 15 ,maggio e vede impegnate le truppe del capitano Beck, 700 uomini, tra ungheresi, Standschὔtzen e Landsturm. I combattimenti proseguono durante la notte e il giorno successivo inducono gli italiani al ripiegamento su Forcella Magna. Il capitano Beck non tenta neppure un azione verso la linea di Forcella Magna-Cengello e Buse Todesche, che avrebbe potuto mettere in difficoltà gli italiani e solo il 24 viene completata l’occupazione sui roccioni che sovrastano i laghetti Lasteati. Il 16 giugno ha inizio l’operazione italiana per rioccupare la zona dei Laghi Lasteati e Passo Cinque Croci. Gli alpini, esposti al fuoco nemico, si arroccano sulle posizioni conquistate, ma il tentativo di accerchiamento da parte degli austriaci, induce gli italiani a ripiegare su forcella Magna. “…un combattimento triste e foinito male con i veci del ValBrenta su questi cocuzzoli di fronte, tanto, per aumentare il bottino di morti al cimitero di Malga Sorgazza…” (Paolo Monelli).

Il 5 luglio sembrava abbandonata la quota 2.179, vengono quindi inviate 2 pattuglie per una verifica. Le pessime condizioni atmosferiche non fermarono le operazioni, sotto una bufera di neve, le trincee degli austriaci a Passo Cinque Croci vengono occupate dagli italiani.  “In alcuni baracchini nei pressi di passo Cinque Croci trovammo persino indumenti e biancherie femminili, che dimostravano come la solitudine della trincea fosse dagli Austriaci interrotta con qualche allegro passatempo.” (A. Maranesi)

Il giorno seguente, il plotone esploratori si dirigere a Col di San Giovanni che viene conquistato dagli italiani incontrando una debole resistenza. L’inverno 1916 si contraddistingue per le forti ed ingenti nevicate, cui seguono temperature miti che danno luogo a numerose slavine, che causano morti e assideramenti. 

Da Malga Conseria proseguendo verso Passo Cinque Croci, i segni ad oggi rimasti del periodo di guerra sono: il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre eretto dal locale Gruppo Alpini sul luogo ove sorgeva un cimitero militare della Prima Guerra Mondiale (m 1936). Continuando in direzione Cima Lasteati, il sentiero prosegue sulle tracce di una mulattiera militare della Grande Guerra. Il ripido sentiero SAT con segnavia per Forcella Buse Todesche si inoltra fra resti di postazioni militari e gallerie. Salendo sempre lungo la mulattiera della Prima Guerra verso quota 2295 di Cima Lasteati, si giunge al ricovero dedicato alla memoria del Tenente Cecchin, segnalato da una lapide in buono stato di conservazione. Sulla destra un piccolo sentiero si innesta sul trincerone che si affaccia sulla regione dei Laghi dei Lasteati, conservato benissimo, corre per centinaia di metri sotto la vetta. Altri segni di guerra sono presenti, come la croce, fatta coi pali delle baracche e il filo spinato, mentre ad est della cima, circa 100 mt più sotto, è possibile vedere la lapide del "Ricovero tenente Sante Calvi - 274 campagnia Alpini Val Brenta, aprile - luglio 1917". 


Come raggiungerlo: parcheggiata l’auto in loc. Ponte Conseria proseguire su sentiero Sat fino alla Malga omonima, poi in direzione Passo Cinque Croci e Forcella Magna-Cima d'Asta e infine verso Cima Lasteati.

Per approfondire:
Luca Girotto, La lunga trincea 1915-18, Cronache della Grande Guerra dalla Valsugana alla Val di Fiemme – Cima di Vezzena – Panarotta – Catena Lagorai – Cima d’Asta – Cauriol, Gino Rossato Editore, Novale (VI),1995, pp. 285-292, 322-327.
www.comune.scurelle.tn.it/sentieri
 
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