Api e apicoltori

Conoscete un apicoltore? Solitamente è una persona innamorata del suo territorio, molto determinata e mai avvezza allo stupore.

L’apicoltore compie un rituale ogni volta che si avvicina agli alveari: indossa abiti bianchi, accende il fumo, si muove con agilità e si lascia cullare dal ronzio tranquillizzante delle sue operose api.

L’Associazione Apicoltori Valsugana Lagorai (APIVAL) raggruppa quanti, per hobby o per scelta di vita, lavorano con le api in questo territorio.

Così come accade negli alveari, gli apicoltori della Valsugana sono solidali, fanno rete e condividono il sapere promuovendo azioni di formazione, tutoraggio e serate di divulgazione per quanti desiderano cimentarsi nell’apicoltura di qualità o semplicemente vogliono scoprire le caratteristiche di questo straordinario insetto. La formazione coinvolge anche gli studenti della valle che, grazie all’impegno dei volontari nelle scuole, imparano i segreti del magico mondo delle api e ne comprendono l’importanza per la biodiversità e per la sopravvivenza della nostra terra.

 

I prodotti dell’alveare: il miele della Valsugana

Quando gustiamo un cucchiaio di squisito miele pensiamo al numero di fiori, di voli, di bottinature necessari per riempire un vasetto. Sono decine di milioni!

Trasparente e delicato, il miele d’acacia rimanda ai boschi giovani del fondovalle che si specchiano nei laghi bandiera blu.

Il miele millefiori è dolce e riservato, lo troviamo a valle e nei prati di media montagna che si compongono di vari tipi di essenze. Se saliamo di poco, ecco il miele di tiglio o ancora il miele di castagno, entrambi saporiti e dal piglio deciso. Sono frutti dei nostri boschi, scrigni preziosi per le nostre api. Saliamo ancora per gustare il miele di melata, secrezione zuccherina rilasciata dagli insetti che le api raccolgono dalle piante e trasformano e più su il miele di rododendro, frutto della fervida quiete del sottobosco dei boschi di conifere e dei versanti rocciosi del nostro Lagorai.