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Castel Pergine
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Castel Pergine

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Castel Pergine

Il castello di Pergine sorge sulla sommità del colle Tegazzo da dove domina gran parte dell’Alta Valsugana. Secondo alcuni studiosi una prima fortificazione del colle del castello è ascrivibile al periodo longobardo. E’ tuttavia molto probabile che anche in epoche precedenti vi fossero stati degli insediamenti sul colle del Tegazzo, dati i ritrovamenti archeologici sul vicino dosso e su quello dei dintorni di Pergine. La presenza altomedievale ha cancellato tutte le tracce di un castelliere preistorico e di un uso di questo luogo in epoca romana.
Nell’845 Pergine era una gastaldia vescovile e i signori “da Pergine” vassalli dei Vescovi di Trento. Dell’esistenza del castello si parla per la prima volta in un documento del 1215 che contiene l’elenco dei beni comunali e dove compare il toponimo “retro castrum”. Nel 1289 i Conti di Tirolo occuparono militarmente il Perginese e furono rappresentati dai loro capitani fino al 1340, quando Pergine passò al Principato Vescovile di Trento.
Tra le vicende di impossessamento e occupazione del castello da parte dei Signori da Carrara di Padova e dei Conti di Tirolo, esso ritornò al Vescovo di Trento nel 1531 quando Bernardo Clesio stipulò una convenzione con l’Imperatore Ferdinando I, in base alla quale Clesio cedeva i diritti della Chiesa di Trento su Bolzano in cambio della Signoria di Pergine.
Alla seconda metà del Quattrocento, durante la dominazione tirolese, risale la ricostruzione del castello nella forma gotica che ancora oggi lo caratterizza; perse quindi la configurazione di fortezza per assumere, con la costruzione del palazzo centrale bastionato, quello di residenza.
Durante la Grande Guerra (1914-1918) divenne luogo di riposo per gli ufficiali austriaci e alla sua conclusione passò all’Associazione ex-combattenti, che lo vendette al Comune di Pergine per 500 mila lire. Il Comune lo diede quindi in gestione alla Società per la valorizzazione delle acque minerali di Sant’Orsola che lo trasformò in albergo. Poi venne affittato all’Associazione cattolica Zurighese, il cui presidente lo acquistò nel 1956 dal Comune di Pergine per 13 milioni e 500 mila lire.

PARTE ESTERNA. Il Castello è strutturato in tre corpi murari: il Castello Superiore o Mastio (Torre Grande) che è la parte più antica; il Castello Inferiore o Palazzo Baronale (chiamato anche Magno Palazzo) con torrione angolare; la Cinta Esterna con torri e bastioni. Si entra nel castello attraverso la Torre di Guardia. Seguendo la cinta muraria, composta da dodici merli con feritoie, si arriva alla torre rotonda, detta anche torre delle torture poiché, secondo la tradizione c’erano la stanza e gli strumenti della tortura.
Dallo spalto fra la Torre Rotonda e la Torre di Guardia si può godere di un eccezionale panorama: Pergine e dintorni, Civezzano e le guglie delle Dolomiti di Brenta, i monti del Pinetano e la Valle dei Mocheni. All’esterno del castello, lungo tutta la cinta muraria, corre un sentiero attrezzato, che consente di localizzare meglio la disposizione del castello sul colle, di apprezzarne le modalità costruttive, le dimensioni e gli apprestamenti difensivi, in particolare nel lato sud-est.

PARTE INTERNA. Si entra nel palazzo Baronale per accedere alla sala delle guardie o sala delle armi dove sulle vele del Pilastro centrale ottagonale si vedono gli stemmi e gli emblemi del Vescovo Clesio e altri quasi scomparsi. Si sale al piano nobile per la scala a chiocciola fermandosi al mezzanino per entrare nella prigione della Goccia. Qui i prigionieri erano costretti a rimanere seduti con le mani fissate a degli anelli e la testa immobilizzata, a subire il supplizio della goccia: da un foro nella volta una goccia d’acqua cadeva con regolarità inesorabile sul capo del condannato, che moriva tra atroci dolori.
Giunti al piano nobile si entra nella Sala del Giudizio o Sala del Trono dove si ritrova il pilastro ottagonale che si sovrappone a quello della sottostante Sala della Guardia. Attraverso una porta contornata in pietra si accede alla Sala del Giudice dove sono dipinti gli stemmi dei Principi Vescovo che allora erano in possesso di questo maniero. Dalla Sala del Trono si apre la porta per la Cappella di Sant’Andrea, del Quattrocento in stile tardogotico.
La Cappella e la Sala del Giudice sono due sale non visitabili in quanto adibite a sala ristorante. Seguono altre sale escluse al visitatore come la Sala del Caminetto (chiamata anche Sala della Dama Bianca), che ha un grande camino di pietra rossa; la Sala del Principe dove nel 1508 dormì Massimiliano I d’Asburgo; la Sala del Balcone e la Sala del Vescovo. L’interno del Torrione si caratterizza per una serie di locali di piccole dimensioni e irregolari nella forma, disposti su quattro piani a livello diverso rispetto ai piani del Palazzo.


APERTURA 2017: Dal 7 aprile al 6 novembre
lunedì: ore 17.00 - 22.00
martedì a domenica: ore 10.30 - 22.00 


Informazioni:

Castel Pergine – Via al Castello, 10 – 38057 Pergine Valsugana (TN)
tel. +39 0461 531158 – fax +39 0461 531329
www.castelpergine.it
verena@castelpergine.it


VACANZA DOG FRIENDLY: accesso consentito ai cani al guinzaglio.

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