LakeART
Arte e natura lungo la ciclabile della Valsugana
Scoprire la ciclabile della Valsugana diventa un’esperienza ancora più speciale grazie al progetto
LakeART promosso da Boccanera Gallery in collaborazione con il Gruppo Operatori Economici Laghi della Valsugana (GOE) e con il supporto della Cassa Rurale Alta Valsugana e dell’APT Valsugana Lagorai.
L'iniziativa mette in dialogo la bellezza naturale della Valsugana con l'arte contemporanea, invitando a vivere i laghi di Caldonazzo e Levico attraverso un percorso esperienziale lungo la ciclopedonale.
Il primo artista invitato è Ivano Troisi, autore dei disegni da cui prendono forma le installazioni, curate da Giorgia Lucchi Boccanera e realizzate da Boccanera Gallery con il supporto degli operatori economici del territorio. Il progetto si sviluppa in collaborazione con artigiani locali e professionisti specializzati nella lavorazione del metallo e della pietra, attraverso l’utilizzo di materiali raccolti in loco o riciclati. In armonia con il paesaggio, le opere evocano relazioni tra terra, acqua e cielo e affrontano quattro temi fondamentali: l’unione tra i comuni, la natura, il movimento e il legame con il territorio.
Il percorso invita a scoprire le installazioni e al tempo stesso a riflettere sul valore del paesaggio. Visite guidate e QR code permettono di approfondire gli aspetti artistici e naturalistici, trasformando l'esperienza in un viaggio sensoriale, educativo e sostenibile
Un viaggio tra arte e natura in Trentino
“LakeART” rappresenta il primo progetto di BIKENERA – Art in Motion, un percorso che porta l’arte contemporanea oltre i confini dei musei, avvicinandola a tutti.
Pedalare o camminare lungo la ciclabile della Valsugana diventa così un’occasione per:
- vivere un itinerario culturale e naturalistico,
- scoprire il fascino dei laghi alpini del Trentino,
- unire il piacere dell’attività all’aria aperta con la magia dell’arte contemporanea.
Approfondisci il progetto
Le opere
Vista San Cristoforo
Coordinate: N 46°02.178' E 011°13.840'

Ferro verniciato, sedute in legno, dimensioni ambientali
Immersa nel biotopo di San Cristoforo, l’opera instaura un dialogo silenzioso ma potente con il paesaggio circostante. La sottile linea metallica riprende e traduce in forma essenziale il profilo delle montagne che fanno da sfondo al lago, diventando una guida visiva che invita lo sguardo a ripercorrere le vette e a riscoprire il ritmo naturale degli orizzonti. In questo gesto semplice ma evocativo si concentra un’idea di unione: con una sola linea si collegano più orizzonti, più territori. L’intervento sottolinea come il paesaggio non sia solo sfondo, ma elemento identitario che lega comunità, memorie e luoghi. Così, il profilo scultoreo diventa segno di appartenenza, un invito a fermarsi a guardare e a riscoprire la bellezza racchiusa in ogni dettaglio del territorio che ci circonda.
Nel vento (canneto)
Coordinate: N 46°01’20.8″ E 11°13’50.2”

Porfido, acciaio inox, rame, dimensioni ambientali
Partendo dallo studio del biotopo dei laghi della Valsugana, l’artista decide di concentrarsi sull’elemento della Phragmites australis (cannuccia di palude): nasce così Canneto (nel vento), installazione scultorea composta da elementi realizzati in materiali reperiti sul territorio. Le basi in porfido fanno da supporto a steli d’acciaio sormontati da puntali in rame, che richiamano la peculiare parte superiore delle canne. Il canneto, elemento spesso nascosto e mimetico, qui si rivela e viene esaltato. L'acqua si fa pietra, solidificazione della millenaria storia geologica di questo territorio. Le aste danzano al vento, tintinnando; l’aria trasporta il suono nel paesaggio. Il lago, sullo sfondo, si fa cassa di risonanza armonica. Pennacchi dorati giocano a riflettere la luce del sole, dialogando con le scintillanti increspature della superficie lacustre. L’installazione coinvolge così lo spettatore in un’esperienza sinestetica di connessione con il paesaggio.
Menador
Coordinate: N 46°00.383′ E 011°17.425′

Porfido, ferro verniciato, dimensioni ambientali
Una linea traccia il profilo di una montagna, un orizzonte materializzato, tangibile, ci avvicina alle cime.
L’opera, realizzata in ferro e pensata come intervento site specific, sintetizza il profilo del Menador di Levico, trasformandolo in elemento scultoreo sospeso tra terra e cielo. La linea, nella sua essenzialità, si offre come segno-guida: una soglia che orienta lo sguardo e accompagna alla scoperta delle forme del territorio e della loro potenza evocativa. Non è soltanto una rappresentazione, ma un atto di relazione tra natura e artificio. Come un simbolo astratto portato nello spazio, il profilo sottolinea la continuità tra opera e contesto, tra la dimensione estetica e quella geografica. È un invito ad osservare gli orizzonti, a riscoprire le cornici vive di questo meraviglioso paesaggio.
Paesaggio in scia
Coordinate: N 46°00.383′ E 011°17.425′

6 elementi in ferro, diametro 210 cm ciascuno
L’opera nasce dall’idea di evocare i cerchi delle botti, elemento simbolico della produzione vinicola del territorio. Gli elementi in ferro, realizzati appositamente, sono allestiti in sequenza secondo intervalli e dimensioni via via decrescenti. L’installazione richiama il movimento delle ruote di una bicicletta, simbolo del viaggio, del paesaggio attraversato e vissuto. La scelta del ferro e la costruzione artigianale degli elementi permette di dare vita a
un lavoro che unisce principi di sostenibilità e un forte radicamento alla tradizione agricola e culturale del luogo.
L’opera rappresenta in maniera didascalica il progetto LakeART: un’azione artistica che ha l’obiettivo di valorizzare il paesaggio e sostenere il completamento della ciclopedonale intorno ai laghi di Caldonazzo e Levico. La bicicletta non è più soltanto il mezzo che consente di percorrere la ciclabile e osservare le installazioni artistiche presenti lungo il tracciato, ma diviene soggetto stesso
dell’opera d’arte: simbolo di viaggio, di relazione con il paesaggio e di un tempo da vivere e condividere.
Dove trovare le opere
Le installazioni artistiche si trovano in tre punti suggestivi della ciclabile della Valsugana, lungo il tratto che collega i laghi di Levico Terme e Caldonazzo.
Ogni opera nasce dall’ascolto del territorio e dall’uso di materiali raccolti in loco – legni, pietre, metalli – trasformati dall’artista in segni poetici che raccontano la relazione tra terra, acqua e cielo.
Grazie a QR code informativi, i visitatori potranno approfondire non solo il significato delle opere, ma anche scoprire curiosità paesaggistiche, storiche e naturalistiche della zona.