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Monte Ortigara


E’ su questa vetta che ebbe luogo la più grande battaglia in quota mai combattuta.

La battaglia dell'Ortigara, denominata in codice dal Comando italiano “Azione K”, si svolse dal 10 al 25 giugno 1917 e vide impiegati 400.000 soldati per il possesso del monte Ortigara, sull'altopiano dei Sette Comuni al confine con il Trentino, nel territorio di Asiago. 
In quel periodo, nella zona dell’attuale Rifugio Barricata sulla piana della Marcesina, stazionavano circa 5.000 muli che venivano utilizzati per il trasporto di munizioni, viveri ed acqua dai depositi di Grigno ai reparti italiani dell’Altipiano. 

Nell’azione militare, ritenuta necessaria poiché gli austriaci -a seguito della Strafexpedition- si erano assestati su posizioni difensive più favorevoli, le truppe italiane ebbero 28.000 perdite tra caduti, feriti e dispersi mentre quelle austriache furono circa 9.000.

La battaglia dell'Ortigara, da allora il “Monte degli Alpini”, si trasformò in una totale e inutile disfatta; a pochi giorni dalla sua conclusione il generale Ettore Mambretti, considerato responsabile del disastro, venne rimosso dal comando mentre la Sesta armata venne sciolta il 20 luglio seguente. 

Ecco come descrive Paolo Monelli nel suo capolavoro “Le scarpe al sole” i luoghi della battaglia: «E poi, via per il vallone dell'Agnelizza colmo di morti, gli scheletri delle battaglie dell'anno passato, i cadaveri gonfi della battaglia di quest'anno che dura da quindici giorni. Ed un teschio sghignazza, lucido, accanto alla maschera livida di un morto di ieri.» 

La “zona” sacra dell'Ortigara è oggi compresa nell'ecomuseo della Grande Guerra: un progetto di riqualificazione storica che ha interessato tutte le Prealpi vicentine.

Ad oggi sono molte le testimonianze rimaste sul luogo a ricordo di questa terribile battaglia:
  • Chiesetta del Lozze con il Sacello dove si raccolgono i resti dei Caduti;
  • Camminamenti italiani di avvicinamento alle posizioni austriache;
  • Resti di fortificazioni. Sistema difensivo austroungarico costituito dalla trincea principale in roccia e dagli elementi paralleli con annesse postazioni scavate in roccia e ricoveri in caverna localizzati lungo il versante est dell'Ortigara;
  • complesso difensivo delle Opere Mecenseffy con le sottostanti opere di sbarramento della valle dell'Agnella (Stunzpunkt Florio e le Mecenseffy flankenwerke)
  • complesso a.u. di baraccamenti e ricoveri in caverna del versante ovest dell'Ortigara;
  • osservatorio e postazione di mitragliatrici in caverna della "Galleria Biancardi";
  • caposaldo austroungarico con postazioni di mitragliatrice e artiglieria in caverna di quota 2003;
  • posto di medicazione austroungarico in caverna a nord - ovest della quota 2101 con annesso cimitero;
  • Croce in legno che ricorda l’ex Cimitero di guerra italiano nella valle dell’Agnellizza;
  • Cippo Austroungarico con Croce nera;
  • Cippo italiano, una colonna mozza con la scritta “per non dimenticare”; 
  • Campana dedicata ai Caduti dell’Ortigara;


  • Come raggiungerlo: Da Gallio (VI) in direzione di Enego, appena usciti dal centro abitato sulla sinistra troverete le indicazioni per piazzale Lozze (strada in parte non asfaltata), da qui lasciata l’auto e si prosegue su sentiero seguendo le indicazione per l’Ortigara.
    Altrimenti da Caldonazzo è possibile salire sull’altipiano e da Lavarone prendere la Val d’Assa.
    Recentemente è stata asfaltata dalla Provincia di Trento la strada militare che da Selva di Grigno porta all'Altipiano denominata "Die Baricata Straße", la strada è percorribile solo con appositi permessi o in occasione di eventi particolari.

    Per approfondire
    Luca Girotto, «Die Baricata Straße» - La strada della Barricata. L'ultima strada dell'Impero., Editore Silvy, 2013.
    www.ecomuseograndeguerra.it/it/ortigara
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